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Ciao! Come va?
"Festa al castello" è un brano che piace molto anche a me. E' uno dei brani di "Angoli di vita" che preferisco insieme a "Se fossi", "Ancora tempo" e "Il potere".
Per come la intendo io, credo che questa canzone sia anche una amara e ironica costatazione che il popolo non riesce mai veramente ad aquisire coscienza di sè e, in sostanza, dà il là a dei moti rivoluzionari quando è ridotto alla fame e la situazione è drastica. Dall'altro lato, stando al testo della canzone, ci sono gli aristocratici chiusi nelle loro torri d'avorio e i poteri costituiti che sfruttano la rivoluzione a loro vantaggio o la fermano incoronando nuovi "ladri della libertà".
E' un bel brano che, a mio avviso, può far nascere tante domande interessanti.
Oggi, cosa intendiamo per popolo? E' solo una parola o a questa parola corrisponde un'entità reale e consapevole di sè?
E, poi, tra i centri più elevati del potere ed il popolo non c'è altro, c'è solo uno scontro o una contrapposizone così spietata e diretta?
Certo il potere è il potere con tutto ciò che di perverso e negativo comporta, ma personalmente non credo che le rivoluzioni volente o la lotta armata in contesti democratici possano portare a nulla di buono. Ognuno di noi fa delle scelte ed assume uno stile di vita che ha un peso specifico sul piano politico. Secondo me bisogna impegnarsi, a partire dai problemi locali, per sviluppare un maggiore senso di appartenenza e per rendere più trasparente e meglio funzionante la democrazia.
Un saluto a te e tutti gli amici del sito!
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