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Festa al Castello 2 Anni, 11 Mesi fa
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Salve, sono di nuovo io.
Stavolta vi parlo di un'altra canzone poco valorizzata del repertorio di Pierangelo, ma comunque meravigliosa: Festa al Castello. Si, è vero, mi interesso solo delle sue canzoni meno famose, però è anche vero che su canzoni ( pur bellissime ) come Pescatore, Spunta la Luna dal Monte, Eppure Soffia, A Muso Duro e via dicendo, è stato detto di tutto e di più, mentre su queste canzoni non conosco l'opinione di nessuno. Io trovo che sia una straordinaria testimonianza dell'essere comunista di Angelo, un comunismo sano, non dittatoriale, il vero " potere del popolo ". L'immagine del popolo che assalta il castello, uccide il re e tutti i cortigiani e riforma un nuovo governo è una metafora di ciò che dovremmo fare noi ora, buttare giù questo cancro psicolabile di Berlusconi, e tutti i suoi scagnozzi, sia a Destra sia a Sinistra, perché non è possibile che abbiamo ultraottantenni e puttane che decidono del futuro dei giovani, degli stranieri, di un' Italia che probabilmente ( si spera ) lasceranno tra poco. Scusate lo sfogo, ma veramente quando sento delle persone che fanno l'apologia di Berlusconi come l'unico uomo che può salvare l'Italia mi incazzo come una iena, e adesso sto guardando il TG1. Fatemi sapere cosa ne pensate di questa canzone che, oltre che un grande testo, dispone di una musica eccezionale, testimonianza del genio musicale di Marco Dieci.
Scrivete numerosi, ho bisogno di condividere una sconfinata passione con qualcuno che non mi dica che " sento musica vecchia " !!!
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Re:Festa al Castello 2 Anni, 10 Mesi fa
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Ciao! Come va?
"Festa al castello" è un brano che piace molto anche a me. E' uno dei brani di "Angoli di vita" che preferisco insieme a "Se fossi", "Ancora tempo" e "Il potere".
Per come la intendo io, credo che questa canzone sia anche una amara e ironica costatazione che il popolo non riesce mai veramente ad aquisire coscienza di sè e, in sostanza, dà il là a dei moti rivoluzionari quando è ridotto alla fame e la situazione è drastica. Dall'altro lato, stando al testo della canzone, ci sono gli aristocratici chiusi nelle loro torri d'avorio e i poteri costituiti che sfruttano la rivoluzione a loro vantaggio o la fermano incoronando nuovi "ladri della libertà".
E' un bel brano che, a mio avviso, può far nascere tante domande interessanti.
Oggi, cosa intendiamo per popolo? E' solo una parola o a questa parola corrisponde un'entità reale e consapevole di sè?
E, poi, tra i centri più elevati del potere ed il popolo non c'è altro, c'è solo uno scontro o una contrapposizone così spietata e diretta?
Certo il potere è il potere con tutto ciò che di perverso e negativo comporta, ma personalmente non credo che le rivoluzioni volente o la lotta armata in contesti democratici possano portare a nulla di buono. Ognuno di noi fa delle scelte ed assume uno stile di vita che ha un peso specifico sul piano politico. Secondo me bisogna impegnarsi, a partire dai problemi locali, per sviluppare un maggiore senso di appartenenza e per rendere più trasparente e meglio funzionante la democrazia.
Un saluto a te e tutti gli amici del sito!
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