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Discussione: Re:resoconto tributo
#219
resoconto tributo 1 Anno, 4 Mesi fa  
Cari amici,
venerdì sera ho assistito al tributo a Bertoli avvenuto in un locale romano: il Keaton.
Mi sono recato lì con un amico. Alle 20 abbiamo cenato. Avendogli richiesto l'amicizia su Face, Simone Avincola, figlio del titolare del locale e giovanissimo cantautore in erba, mi ha fatto pagare la consumazione tanto quanto spendevo nelle mense universitarie degli anni '90. Sullo schermo posizionato sul fondo di un piccolo palco con leggii era proiettata un'immagine di Bertoli (la sua più classica, quella in cui è di profilo, circondato dalla nuvola di fumo della sua sigaretta). Alle 22.30, quando la sala (non capientissima, ma affascinante perché sulle pareti rosse erano appese le fotografie di molti dei nostri più grandi cantautori del passato) era gremita di gente seduta ai tavoli a mangiare, o collocata al banco per bere, e di parecchi giovani che andavano e venivano dall'entrata, è cominciato il tributo.
Simone ha preso la parola per una presentazione brevissima in cui ha specificato il vergognoso oblio che ha avvolto il cantante e poeta emiliano. Immediatamente dopo ha fatto ascoltare, trasmettendola dal pc, la natalizia BIGLIETTO D'AUGURI (canzone in cui Bertoli, con la sua inconfondibile voce, augurava buone feste ai suoi amici, sperando in "un mondo senza ladri, politicanti, preti e pregiudizi", terminata la quale sono saliti sul palco i giovani musicisti abruzzesi Paolo Fiorucci (canto e chitarra) e Da Vinci (il cui nome non ricordo) alla sola chitarra. Hanno attaccato con SCOPPIO' UN SORRISO (in cui si sono presi una piccola e riuscita licenza poetica a livello testuale, alternando nel ritornello il verso: "Scoppiò un sorriso e illuminò i monti della solitudine" con "Scoppiò un sorriso e illuminò i volti della solitudine"; proseguito con MADDALENA e COSI' (in cui Fiorucci ha suonato anche l'armonica a bocca), e terminato con LA LUNA SOTTO CASA. Sono stati caldamente applauditi quasi quanto l'applauditissimo (tra l'esecuzione di un brano e l'altro) Gabriele Hintermann (corpulento e preparato figlio dell'attore di prosa Carlo, morto in un incidente stradale quando Gabriele aveva due anni). Ha interpretato (con la chitarra e un'efficace impostazione attoriale, figlia forse del DNA paterno) CERTI MOMENTI, I MIEI PENSIERI SONO TUTTI LI', A MUSO DURO e, in compagnia di Simone Avincola a cui ha consegnato il testimone, EPPURE SOFFIA, timidamente cantata anche dal pubblico, che al termine dell'esibizione della coppia, ha applaudito non altrettanto timidamente, ma bensì caldamente.
Simone è stato quello che più ha parlato per introdurre i pezzi che si accingeva ad eseguire con una chitarra acustica dal suono corposo: CENT'ANNI DI MENO, VARSAVIA (con l'accompagnamento di tastiere), PER DIRTI T'AMO, ITALIA D'ORO (con l'intervento della fisarmonica), brano che ha permesso ad Avincola di evidenziare il coraggio e la non convenzionalità di Bertoli nel proporre una canzone dal testo così aspro e sferzante sul frivolo palcoscenico sanremese. Ha concluso il concerto con il pezzo in cui egli si immedesima maggiormente perché concentrato sulle difficoltà legate all'ispirazione e alla creazione musicale: LA FATICA.
Un tributo che è durato non più di un'oretta, scivolata via con piacevolezza, e che ha snocciolato una scaletta non prevedibile (non è stata inserita SPUNTA LA LUNA DAL MONTE e neppure PESCATORE).
Al termine, il mio amico ed io ci siamo intrattenuti brevemente con Gabriele Hintermann, il quale si è detto onorato di aver cantato le canzoni del nostro. Ha condiviso pienamente il mio giudizio secondo il quale i brani di De André, anche se caratterizzati da una struttura musicale e testuale generalmente più articolata e complessa di quella dei pezzi di Bertoli, dall'impianto maggiormente tradizionale, sono comunque più facili da cantare. Più arduo interpretare (decentemente) a MUSO DURO che BOCCA DI ROSA.
In conclusione, riporto il breve messaggio che ho inviato a Simone Avincola su Face:

"Facendo parte di una onlus intitolata a Bertoli, ho assistito a diversi tributi. Il vostro, semplice e giovane negli interpreti e negli arrangiamenti, mi è piaciuto e sarebbe piaciuto, sicuramente, anche a colui a cui era dedicato. Nell'ottobre del 2012 cadrà il decennale della morte del cantante e poeta emiliano, ergo se in quel periodo tale serata venisse replicata, sarebbe un appuntamento dal significato importante. Magari ampliata con qualche partecipazione speciale (ad esempio, Enrico De Angelis, il cantautore, non l'insensibile critico musicale, il quale ha già partecipato a serate ricordo interpretando la canzone di Bertoli che preferisce, quel piccolo capolavoro misconosciuto che è SERA DI GALLIPOLI).
Un salutone, e grazie!".
 
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#220
Re:resoconto tributo 1 Anno, 3 Mesi fa  
Carissimi amici del fanclub,
ringrazio Andrea per averci raccontato minuziosamente la serata dedicata a Bertoli, che si è tenuta al Keaton pub-live music a Roma.
Però non sono affatto d'accordo sul fatto che le canzoni di De Andrè siano generalmentepiù articolate nella struttura musicale e testuale, rispetto a quelle di Bertoli; il fatto che siano più diffili da cantare lo dimostra...sarà semplicistica la mia considerazione ma io penso che siccome le melodie di De Andrè si rifanno alla ballata, come detto da tutti, sono più semplici musicalmente parlando. Ad esempio il pezzo "Caccia alla volpe" di Bertoli è un crescendo piutosto difficile che senza sottofondo musicale sarebbe quasi impossibile cantare , mentre la città vecchia di De Andrè è una successione di ritornelli, molto intensi che si impongono per il testo e non certo per la melodia comunque gradevole.
Questo è il mio modesto parere...voi come la pensate?
 
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