Sabato 16 maggio 2009 concerto di Alberto e Luca Bonaffini a Volta mantovana ai giardini delle scuderie
Venerdì 3 luglio 2009
Fagnano Olona (Va) - Parco Avis ore 21
"Eppure il vento soffia ancora"
Venerdì 17 luglio 2009
Cantù (Co) - Festa Unità ore 21.30
"Eppure il vento soffia ancora"
Mi raccomando fans della Lombardia e non solo ...non mancate !!! Sono pochissime le occasioni di quest'anno ..quindi sfruttiamole tutte per incontrarci e dimostrare il nostro affetto per Pierangelo.
Se ci saranno altre date vi segnaleremo puntualmente il tutto.
Settimana scorsa si è unito al sito Giancarlo Governi noto giornalista televisivo di Rai Tre
Ecco la sua mail che ha mandato a noi fans
Cari amici di Pierangelo,
sono Giancarlo Governi e credo di essere stato uno dei suoi pirmi amici. Più di 30 anni fa venne da me che lavoravo nella Seconda Rete diretta da Massimo Fichera, Caterina Caselli accompagnata da una funzionaria della sua casa discografica (Magda Reggiani, che ora non c'è più). Mi portarono un disco, un 45 giri, il titolo era "Eppure il vento soffia ancora" e sulla copertina c'era stampato il bel volto di Pierangelo. Lo ascoltai e capii di trovarmi di fronte a un personaggio, diverso, nuovo con una voce straordinaria e con un retroterra di cultura e di esperienza di vita molto profondo. Chesi a Caterina di mandarlo a Bologna qualche settimana dopo, dove facevamo per il 25 aprile un concerto intitolato "Canto per la libertà". Vidi le due donne titubanti e imbarazzate. "Devi sapere che Pier Angelo è poliomielitico, sta in carrozzina". "E allora dove sta il problema?" risposi. Caterina e Magda sapevano che in televisione non si mostravano mai, soprattutto nello spettacolo, persone con problemi fisici. Io me ne infischiai e feci saltare un tabu. Uno dei tanti che fece saltare quella grande televisione.
Pierangelo mi fu molto grato e volle che fossi io a presentare il suo primo lp, Al centro del fiume.
Ho ritrovato quella presentazione e sperando di farvi cosa gradita, ve la mando.
Iscrivetemi pure nell'elenco dei fans del grande Pierangelo.
Cordiali saluti
Giancarlo Governi
PS. Appena sarà possibile vi prometto che dedicherò a Pierangelo un mio programma.
Caro Pierangelo,
quando, appena un anno fa, i funzionari della tua casa discografica mi portarono il tuo primo disco, lo accolsi con diffidenza perché temevo si trattasse del solito cantautore intimista, costruito in serie su versi e melodie standardizzati, sullo stampo di Baglioni o di Battisti. Invece mi colpì subito la tua voce “vera”, il tuo modo proletario di cantare. Pensai che se gli anni Cinquanta (invece delle Nille, dei Cinici e degli Achilli) avessero espresso un cantore più attento al mondo e alla gente, quello avrebbe potuto chiamarsi Pierangelo Bertoli. Qualcuno dice che sei un artista “datato” e non sa di farti un complimento, individuandoti in un mondo di gente senza data, senza tempo, senza passato e, soprattutto, senza avvenire. Tu, invece, un avvenire lo hai certamente, perché hai un passato, che è quello non soltanto della nostra prima giovinezza personale ma anche quello della nostra Repubblica oggi poco più che trentenne. Se mi avessi chiesto un titolo per questo tuo nuovo disco, ti avrei suggerito di chiamarlo “Scelba” perché l’ex ministro dell’Interno, inventore della celere e del manganello, è il simbolo negativo degli anni di cui tu sei un po' il cantore, come Peppino Di Vittorio ne è il simbolo positivo. Basterebbe accostare le facce di questi due uomini in una sorta di iconografia popolare (l’uno con l’aria da piccolo e gretto impiegato di ministero divenuto capoufficio per una improvvisa fortuna e l’altro con il suo duro viso di contadino cotto dal sole, che ha dovuto addossarsi sulle spalle il peso di tante ingiustizie e di tante miserie) per sintetizzare un’epoca ed anche per ricordare quel tuo operaio di “rosso colore” costretto all’emigrazione da un “governo spaventoso” deve lasciarsi dietro “tante cose da cambiare”. Io me li ricordo bene sai quando tornavano d’estate o a Natale dalle miniere del Belgio, ostentando un benessere immancabilmente tradito dal volto precocemente invecchiato. Come mi ricordo quel ragazzo, figlio di un cugino di mio padre, che rimase sotto la miniera di Marcinelle.
E poi le lotte, le vittorie (quella memorabile del 1953 contro la “legge truffa”: la prima volta che mi ritrovai a ballare e a cantare insieme a tanti altri, giovani e vecchi, uomini e donne, per le strade) e le sconfitte, e le grandi delusioni (l’Ungheria): il tutto culminato quasi a chiusura di un’epoca nelle grandi battaglie di piazza contro Tambroni, di cui tu emiliano, conserverai un ricordo indelebile e senza perdono.
E’ tutto un tempo di cui tu ti fai interprete che non dobbiamo guardare con nostalgia, perché fu un tempo duro, spietato per la classe operaia e contadina, ma con rispetto e interesse perché coltivò con coerenza gli ideali dell’impegno e della lotta che verranno poi seriamente minacciati, nell’epoca del “boom” economico, da quelli che Pasolini chiamò i miti del “materialismo consumistico” e che produssero tanti piccoli uomini, robot e mostriciattoli, che, perduta la loro connotazione di classe, cominciarono ad inseguire “fragili miti creati dal mondo di ieri” e che, come dici tu ne “Il centro del fiume”, hanno scoperto il sesso ma hanno coperto l’amore.
Continua, Pier Angelo. Continua ad essere “datato” e ad inseguire l’utopia del “tempo d’oro”, che forse un giorno si materializzerà dai tuoi e dai nostri sogni. Se continueremo a crederci.
Ciao
Giancarlo Governi