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Giuseppe Stassola PDF Stampa E-mail

Giuseppe Stassola 

 Credo fosse l'estate dell'87 o 88 e Tilde, una cantante molto brava, che quell'estate lavorava con me in orchestra dopo aver ascoltato alcune mie canzoni mi disse che conosceva personalmente Pierangelo e che gli avrebbe telefonato volentieri per parlargli di me e chiedergli di ascoltare una mia cassetta (i CD registrabili erano ancora un'utopia allora) e così fece. Io spedii la demo e non ci pensai più, nel senso che ero già abituato a non ottenere risposta alcuna a tutto ciò che facevo girare per il mondo discografico. Ma invece dopo qualche mese arriva una telefonata di Pierangelo che mi dice di aver ascoltato la cassetta e che c'era la canzone "Entreineuse"che gli piaceva, ma chiaramente il testo doveva essere riscritto perchè (come si capisce dal titolo) esso era al femminile. Mi chiese se ero d'accordo affinche' lui si adoperasse a riscrivere il testo e in tal caso l'avrebbe incisa. Dopo essermi consultato con Gabriele Di Marco, coatore con me della musica, detti l'OK a Pierangelo e così è nata "Suonando la chitarra".

Ci siamo sentiti per telefono qualche altra volta ed è sempre stato un piacere per me chiacchierare con lui perchè ho sempre avuto l'impressione di avere a che fare con una persona vera, schietta e che dicesse sempre pane al pane e vino al vino. Impressione che mi è stata poi confermata dall'unica volta che ci siamo incontrati. E' stato a Francavilla al mare (CH) a un suo concerto e prima della performance siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere insieme e devo dire che sembravamo amici di vecchia data. Una cosa mi torna in mente e cioè che mentre mi avvicinavo a lui per presentarmi, era impegnato firmare autografi ma mi accorgo che mi guarda e accenna un sorriso. Appena gli stringo la mano e faccio il mio nome mi dice qualcosa del genere: "...ciao...a ma sei tu Peppino, lo sai che ti avevo scambiato per il mio amico Mario Lavezzi. Gli somigli molto solo che lui è un omone di circa un metro e novanta mentre tu...insomma..." E' stato simpaticissimo e gli ho confermato che molti hanno notato questa mia somiglianza con Lavezzi, esclusa l'altezza, dato che io sono appena un metro e sessantacinque. Poi abbiamo parlato di un eventuale futuro di collaborazioni e lui molto cortesemente mi fece notare che sarebbe stato un po' difficile perchè stava lavorando con i Tazenda e le cose andavano davvero bene, però mi disse che aveva il mio nuovo materiale da parte e che più in là avremmo visto.

Ecco, questo è tutto quello che personalmente posso dire di Pierangelo.

Ripeto, mi piaceva tantissimo la sua schiettezza e sincerità, dote notevolissima e rara, specialmente in ambienti dove spesso un autore non molto conosciuto, come me, è tenuto in ballo per tempi lunghissimi senza sapere che fine farà una sua canzone.

 
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