Rosso
Caro amico, la mia lettera ti giunge da lontano, dal paese dove sono a lavorare, dove son stato cacciato da un governo spaventoso che non mi forniva i mezzi per campare; ho passato la frontiera con un peso in fondo al cuore e una voglia prepotente di tornare, di tornare nel paese dove son venuto al mondo, dove lascio tante cose da cambiare. E mi son venute in mente le avventure del passato, tante donne, tanti uomini e bambini, e le lotte che ho vissuto per il posto di lavoro, i sorrisi degli amici e dei vicini ; e mi sono ricordato quando giovani e felici andavamo lungo il fiume per nuotare, e Marino il pensionato ci parlava con pazienza, aiutandoci e insegnandoci a pescare. Caro amico, mi è venuto di pensare come è grande questo popolo che lascio al mio paese che mi ha fatto e mi ha nutrito con il suo amore smisurato cosi solido bellissimo e cortese. Quella volta che Riccardo ci portò da suo cugino e l'Achille si trovò la fidanzata e Riccardo confessò di aver provato insieme a lei , che la cosa era tutta combinata. Ed il padre di Giovanni che faceva il contadino ci insegno la mietitura del frumento , ci parlò delle sue bestie della gioia del raccolto della pioggia il sole ed infine il vento E la gioia prepotente delle feste di paese festival dell'abbondanza dell'amore dove il popolo festeggia le bellezze della vita dove il cuore si riempie di calore |