Pierangelo Bertoli
La voce potente che ci ha insegnato a cantare con il cuore

La voce potente che ci ha insegnato a cantare con il cuore
Ci sono canzoni che intrattengono, e poi ci sono quelle che parlano direttamente all’anima.
Pierangelo Bertoli ha scritto fin dal primo giorno pezzi che fanno parte della seconda categoria e che anche oggi continuano a parlare a chi cerca parole vere, suoni sinceri, emozioni profonde.
Pierangelo nasce a Sassuolo, in provincia di Modena, il 5 novembre 1942.
La sua infanzia è segnata da una poliomielite che lo costringerà per tutta la vita a muoversi su una sedia a rotelle.
Ma quella condizione non diventa mai un limite. Anzi diventa una delle radici più forti della sua sensibilità.
La passione musicale del giovanissimo Pierangelo arriva essenzialmente dall’esterno, anche se non va dimenticato il ruolo decisivo ricoperto dal fratello e dal gruppo musicale di quest’ultimo, che all’inizio degli anni sessanta si riuniva proprio nella cantina di casa Bertoli per suonare insieme.
Bertoli conosceva già la discografia di alcuni cantanti famosi, come per esempio Frank Sinatra, ma non possedeva alcuna nozione di strumenti musicali e tecniche interpretative. Compiuti venticinque anni, alcuni amici gli prestarono una vecchia chitarra e in pochi mesi Bertoli imparò a suonarla, tanto che di lì a poco la chitarra divenne il suo strumento di riferimento.
Le prime canzoni le scrive per sé, poi per gli amici, poi per la gente. Si esibisce alle feste di paese, nei circoli, tra la gente vera.
Nei primi anni settanta, Pierangelo Bertoli entra in scena con il Canzoniere del Vento Rosso, formazione legata al movimento marxista-leninista pubblicando con la casa editrice del partito, Servire il popolo, i primi 45 giri tra il 1973 e l’anno successivo: Marcia d’amore/Per dirti t’amo, Scoperta/Marcia d’amore e Matrimonio/L’autobus
Nel 1973 esce l’LP Han gridato scioperiamo , un album corale in cui Bertoli partecipa ai cori e firma ben tre brani, tra cui una prima, intensa versione di Eppure soffia, intitolata Mario Lupo.
Nel 1974 pubblicò il primo album studio, Rosso colore dell’amore (poi ristampato postumo in CD dalla American Records nel 2006), contenente in tutto dodici brani, comprese due delle canzoni uscite prima in formato singolo.
È un lavoro che profuma di terra, lotta, poesia. Lo porterà anche all’estero, in una piccola tournée tra Germania e Svizzera.
Nel 1975 arriva Roca Blues , prodotto dal presidente della squadra di calcio della Sassolese, Carlo Alberto Giovanardi.
Pubblicato ( a nome Angelo Bertoli), in vinile autoprodotto con l’etichetta “Made in Sassuolo” e ristampato in CD nel 2001, in copertina campeggia un antico affresco della Rocca di Sassuolo
La vera svolta arriva nel 1976, con l’uscita dell’album “Eppure soffia”.
A fare da tramite è Alete Corbelli, amico di Pierangelo e chitarrista solista negli anni Sessanta per Caterina Caselli. Dopo aver ascoltato l’album Roca Blues, Corbelli ne rimane colpito e decide di farlo sentire proprio a Caterina, che a sua volta lo propone al marito Pietro Sugar, a capo della casa discografica CGD.
Sugar non ha dubbi: offre a Bertoli un contratto.
Il resto è storia.
La canzone Eppure soffia, che dà il titolo all’album, diventa uno dei primi grandi inni ambientalisti della musica italiana. Una melodia semplice ma potente, un testo che ancora oggi emoziona per la sua lucidità e la sua forza. Con questo disco, Pierangelo entra nel cuore della musica d’autore italiana, portando una voce ruvida, sincera, lontana dai compromessi, ma sempre piena di umanità.
Nel 1977 esce Il centro del fiume, quarto album in studio, frutto del recente passaggio di Bertoli alla neonata etichetta Ascolto, fondata da Caterina Caselli
Il suono è più ricco e articolato rispetto ai lavori precedenti: oltre alla chitarra di Pierangelo, troviamo arrangiamenti sapienti firmati da Franco Ceccarelli e l’inconfondibile tocco melodico di Mauro Pagani (violino, viola, flauto)
Tra le tracce che entrano nel cuore dei fan ci sono le versioni rimasterizzate di Rosso colore e la title-track Il centro del fiume, mentre le altre sette canzoni sono tutte nuove e parlano di vita vissuta, speranza, quartieri autentici.
Nel 1978 esce S’at ven in meint, interamente cantato in dialetto sassolese, pubblicato dall’etichetta Ascolto
Quindici tracce autentiche che parlano di vite vere: processioni, personaggi di paese, sogni e radici profonde . Musiche di Marco Dieci e Alfonso Borghi accompagnano la sua voce che trasforma ogni storia in un piccolo ritratto umano.
S’at ven in meint (Cosa ti viene in mente) ospita anche la voce di Caterina Caselli nel brano L’Erminia temp adree.
Ma è nel 1979 che scrive una delle sue pagine più potenti con l’album “A muso duro”.
Con arrangiamenti di Gianfranco Monaldi, l’album contiene otto brani che fondono rock, pop e cantautorato con la schiettezza tipica di Pierangelo.
La traccia-titolo, “A muso duro”, è diventata un vero e proprio manifesto di autenticità e coerenza, dichiarando apertamente la sua determinazione a rimanere sé stesso, senza compromessi .
Accanto a questa troviamo perle come Dietro me, dedicata ad Emiliano il suo primogenito, L’autobus e Scoppiò un sorriso, brani che confermano Pierangelo come cantastorie moderno, capace di raccontare la vita quotidiana e le emozioni con semplicità disarmante.
In quell’anno esce anche il 45 giri Verso Europa/Ridere di un’ora (Canzone per Carlotta) .Sul lato A, “Verso Europa” dipinge un viaggio evocativo tra città europee, sogni di libertà e malinconia metropolitana, con immagini vivide e un ritmo pop-folk che cattura subito l’ascolto . La canzone doveva essere la sigla di un programma televisivo che non andrà mai in onda.
Sempre nel 1979 è ospite per la prima volta in TV in una trasmissione di Maurizio Costanzo.
Nel 1980 Pierangelo Bertoli pubblica Certi momenti.
Al centro del disco c’è Pescatore, un duetto toccante con Fiorella Mannoia, in cui la voce maschile del pescatore in mare si intreccia con quella della moglie, divisa fra speranza e desiderio, offrendo una narrazione profonda e drammatica.
La canzone diventerà un successo radiofonico, valorizzando l’album e facendo emergere Mannoia tra le interpreti più apprezzate della scena musicale italiana .
La title track “Certi momenti” è un racconto potente che da voce alla storia di Anna: una donna che sfida le convenzioni e paga il prezzo dell’emancipazione a canzone affronta con coraggio temi come l’aborto e la condanna sociale e con il suo ritmo R&B denso e una scrittura schietta e diretta, resta uno dei brani più incisivi e attuali di Bertoli, un pezzo che continua a colpire per la sua onestà emozionale e il taglio coraggioso
Nel 1981 esce Album, l’ottavo disco in studio di Pierangelo Bertoli, e una delle sue tracce più intense è senza dubbio “Caccia alla volpe”. Il brano — scritto con Maurizio Piccoli — racconta un cortocircuito emozionale tra caccia e desiderio: il protagonista insegue una figura femminile sfuggente, e in quelle atmosfere notturne tra rami e nebbia sembra quasi di “annusare l’umidità del sottobosco”. Viene realizzato anche un videoclip della canzone .
Ogni traccia – da “So che sembra facile” a “Il buio” – è un frammento di vita, con arrangiamenti essenziali ma efficaci firmati da musicisti come Maurizio Piccoli e Francesco Urzino.
Inoltre quell’anno, Michele L. Straniero – fondatore della collana Lato Side – pubblica la saggistica Pierangelo Bertoli (157 pagine), una tra le prime analisi critiche sull’artista .Il volume, caratterizzato da una copertina firmata Guido Crepax, offre un ritratto appassionato di Bertoli: Straniero, proveniente dall’esperienza del movimento Cantacronache, pone Bertoli in continuità con la canzone popolare d’impegno, sottolineandone l’originalità e sincerità
Nel 1983 esce Frammenti. Dieci tracce che spaziano da momenti di profonda introspezione come “Quel giorno” e “A Bruna” ( dedicata alla moglie) a pezzi più energici e crudi come “Pierangelo’s Blues” e “Nuova emigrazione”
Ad accompagnare la sua voce ci sono grandi musicisti: Bruno Bergonzi alle percussioni, le chitarre di Claudio Bazzari e il tocco internazionale di Hugh McCracken, assieme a un ensemble di fiati e tastiere che danno spessore al sound .
L’album si apre con “Così”, un pezzo che sembra guardarsi allo specchio. In pochi versi, si svela un ritratto autentico del cantautore: schietto, critico verso il potere, orgogliosamente indipendente.
Le parole “Non amo trincerarmi in un sorriso / Detesto chi non vince e chi non perde / Non credo nelle sacre istituzioni…” fanno da manifesto a una libertà interiore che Pierangelo ha sempre difeso .
Sarà la canzone che aprirà la maggior parte dei concerti di Pierangelo da quel momento.
Nel 1984 Pierangelo Bertoli pubblica Dalla finestra, un album che conferma il suo talento nel trasformare emozioni personali e tensioni sociali in canzoni di grande impatto.
Tra le 11 tracce, spicca “Varsavia”, un brano intenso scritto con Giuseppe Brandolini: una ballata notturna che inizia con “È una notte a Varsavia, piove forte…” e diventa un ritratto struggente di resistenza, memoria e ingiustizia politica, ispirato ai moti polacchi contro la repressione
Tra le undici tracce, “Maddalena” emerge come una delle più toccanti e contemporanee: è il ritratto di una persona transessuale — un uomo chiamato Gigi che decide di diventare donna — scritto con incredibile delicatezza, empatia e pudore.
Il resto dell’album – da Dalla finestra a Il treno, passando per Cose del passato – crea un’atmosfera raccolta, quasi cinematografica, mostrando un artista capace di fondere prosa e musica in un’esperienza sonora autentica e intima .
In quell’anno partecipa al film “Il futuro è donna” dove interpreta se stesso.
Nel 1985 Pierangelo Bertoli pubblica Petra, un disco attraversato da suggestioni pop‑rock, in cui trovano spazio nove brani intensi e variegati: da Maria Teresa a Piano Man, fino a Fiume nero, Bella addormentata e Voglia di libertà . L’arrangiamento si arricchisce grazie alla prestigiosa presenza di Lele Melotti alla batteria mentre la produzione a firma CGD aggiunge spessore e modernità al suono.
Il disco è dedicato alla figlia del cantautore, chiamata appunto Petra.
Nel 1986 Pierangelo Bertoli propone Bertoli & Bertoli – Studio …Live, un ambizioso doppio album pubblicato dalla CGD: metà registrazioni in studio, metà live . Da un lato, troviamo versioni rinnovate di brani intensi come Favola — già incisa con Ornella Vanoni ; dall’altro, le riletture dal vivo del meglio del suo repertorio registrate durante la tournée estiva del 1985.
Questa formula mista mostra il Pierangelo in due vesti complementari: il cantautore attento alla qualità sonora e l’interprete capace di incendiare il palco con emozione autentica. I live, in particolare, restituiscono la magia dei suoi concerti — senza filtri, tra pubblico e sudore — restituendo una dimensione intima e intensa del suo confronto diretto con i fan.
Nel 1987 Pierangelo Bertoli pubblica Canzone d’autore, un album speciale che mescola sapientemente due anime della sua musica: da un lato le sue due canzoni originali, In fondo all’anima e Ottantasette, dall’altro una selezione di cover di grandi classici (come Bartali di Paolo Conte, Vedrai, vedrai di Luigi Tenco, Un giudice di Fabrizio De André, Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci)
Con Canzone d’autore, Pierangelo dimostra di saper interpretare la canzone con la stessa intensità con cui la scrive: la sua voce conferisce una nuova luce a questi pezzi, facendoli diventare quasi sua proprietà. Le due canzoni originali si inseriscono perfettamente nel contesto, con In fondo all’anima come ballata d’amore delicata e intensa, e Ottantasette come ballata di protesta che racconta con lucidità il senso di disillusione verso media e democrazia .
Nel 1988 esce Tra me e me. Il disco si apre con la title-track “Tra me e me”, una canzone intima in cui Pierangelo affronta un momento oscuro della sua vita, dialogando con se stesso in un’atmosfera sospesa e riflessiva .
Pierangelo Bertoli compie anche un gesto generoso: apre le porte della sua musica a un giovane amico emergente. Nel disco compare infatti “Sogni di rock ’n’ roll”, un brano scritto da Luciano Ligabue, allora sconosciuto. Pierangelo non si limita a cantarlo: convince il produttore Angelo Carrara a coprire con lui le spese per far registrare a Ligabue il suo primo singolo .
È un vero lancio: il pezzo esce nel 1988, e a seguire Ligabue può realizzare il suo primo album nel 1990
Pierangelo crede nel talento di Liga, e lo fa crescere standogli accanto. Questo legame si rivelerà fondamentale: di fatto, senza Pierangelo, non ci sarebbe stato il primo Ligabue.
Nel 1989 Pierangelo Bertoli pubblica Sedia elettrica, quattordicesimo album in studio per la CGD, e il suo ultimo con questa etichetta prima del passaggio alla Dischi Ricordi .
Prodotto da Vince Tempera e registrato ai Logic Studios di Milano, il disco vede all’opera musicisti del calibro di Ares Tavolazzi (basso), Ellade Bandini (batteria) e lo stesso Tempera alle tastiere, creando un sound pop‑rock intenso e moderno.
Per la seconda volta Bertoli incide una canzone di Luciano Ligabue (che in seguito la reinciderà nel suo album di debutto), Figlio d’un cane : è un passaggio di testimone simbolico, ma è con “Una strada” e “Mio figlio” che Pierangelo ci ricorda perché la sua musica ha ancora oggi il potere di toccare le corde più profonde.
Pierangelo Bertoli non si limita però a quell’album: diventa anche protagonista di uno spot televisivo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, realizzato dalla “Lega per l’emancipazione dell’handicappato” con il patrocinio di Pubblicità Progresso.
Nello spot, Bertoli mostra in prima persona la difficoltà di utilizzare cabine telefoniche troppo strette per la sua sedia a rotelle: un’immagine potente che fa riflettere. Il messaggio arriva forte, anche grazie alla sua presenza autentica, senza retorica.
Il pubblico lo riconosce e lo premia immediatamente: Bertoli riceve un Telegatto come “Miglior Spot” nella cerimonia indetta da TV Sorrisi e Canzoni . Quella statuetta non celebra solo un’immagine televisiva: sottolinea il suo impegno sociale, la capacità di usare la propria voce – anche visiva – per cambiare qualcosa nella vita delle persone.
Sempre nel 1989 viene pubblicato il singolo “Per te Armenia”, versione italiana del celebre brano francese “Pour toi Arménie”, scritta da Charles Aznavour e Andrea Lo Vecchio allo scopo di raccogliere fondi dopo il devastante terremoto del dicembre 1988.
L’incisione vede una vera “all stars” della canzone italiana tra cui Pierangelo Bertoli.
Il singolo, distribuito in vinile 7″ da Enigma/Fonit Cetra , ha il lato B intitolato “Sono caduti”, una versione parlata delle stesse parole narrate da Vittorio Gassman.+
Nel 1990 esce Oracoli, che segna il suo debutto sulla nuova etichetta Dischi Ricordi e il ritorno al centro delle classifiche.
Pierangelo collabora con il cantautore mantovano Luca Bonaffini per scrivere la maggior parte dei brani offrendo una serie di canzoni semplici ma incisive, pensate per colpire dritto al cuore.
L’album è un lavoro corale: arrangiamenti raffinati di Lucio Fabbri, con musicisti del calibro di Henghel Gualdi, Aco Bocina e Flavio Premoli che donano profondità emotiva ad ogni traccia .
La title-track “Oracoli” apre il disco con ironia e lucidità, mettendo in guardia chi cerca risposte facili in maghi e fattucchieri pur di evitare la fatica della verità. Tra i momenti più delicati spiccano “Se potesse bastare” e “Dal vero”, un’intensa ballata d’amore.
Ma il cuore dell’album è forse “Chiama piano”, un delicatissimo duetto con Fabio Concato. Una canzone che sembra sussurrare amore, distanza e desiderio di connessione.
Pierangelo e Fabio, così diversi per stile, trovano un equilibrio sorprendente, in una ballata sospesa dove ogni nota sembra voler fermare il tempo. Il brano è ancora oggi tra i più amati dai fan, e rappresenta un piccolo gioiello nascosto del repertorio bertoliano: tenero, essenziale, profondamente umano.
Sempre in quell’anno Pierangelo Bertoli pubblica il singolo “Canto di vittoria”, con l’inedita versione inglese “Song of Victory”, designato come inno ufficiale dei Giochi F.I.S.H.A. (Federazione Italiana Sport e Handicappati). Inciso sotto l’etichetta Dischi Ricordi (SRL 11107), fu distribuito su 45 giri e diffuso in contesti istituzionali legati alla manifestazione.
Inoltre Nel giugno 1990, Elio e le Storie Tese pubblicano il singolo “Born to Be Abramo”, che include sul lato B la parodia “Giocatore mondiale”, sigla del programma televisivo Mai dire Mondiali
All’interno del brano, Pierangelo Bertoli presta la sua voce a una strofa significativa: “La vita è bella, perché le cabine son strette ma largo è lo stadio…”, richiamando ironicamente il tema delle barriere architettoniche.
Nel 1991, Pierangelo Bertoli sale sul palco del Festival di Sanremo con una delle sue esibizioni più amate di sempre: insieme ai Tazenda, canta “Spunta la luna dal monte” una canzone che rompe ogni schema e conquista l’Italia intera.
È un incontro fra culture e voci diverse: da una parte la sua ruvida intensità emiliana, dall’altra l’energia ancestrale della lingua sarda portata da Andrea Parodi e dal gruppo. Il risultato? Un piccolo miracolo musicale.
“Disamparados” – questo il titolo originale del brano nella versione dei Tazenda – si trasforma in un ponte fra nord e sud, fra terra e cielo, fra rabbia e speranza. Il brano conquista il pubblico e si piazza quinto nella classifica finale, ma per molti è il vero vincitore morale di quell’edizione.
Ma il vero record scatta alla fine dell’esibizione della serata finale: scrosciano due minuti di applausi ininterrotti, gli ultimi a interrompere persino il regolamento della scaletta, costringendo i presentatori a richiamare gli artisti sul palco. Un boato che — secondo diverse fonti — è tutt’ora l’applauso più lungo nella storia del Festival .
Quell’ovazione spontanea non celebra solo un successo musicale, ma la forza dell’incontro tra culture, voci e popoli: Pierangelo e i Tazenda, insieme, portarono sul palco emozioni autentiche che ancora oggi risuonano nel cuore di chi li ha ascoltati. Per generazioni di fan, quel momento rimane un emblema di verità artistica e coraggio musicale.
Nel 1992 Pierangelo Bertoli torna sul palco di Sanremo, presentando “Italia d’oro”, brano potente scritto con Marco Negri. Forte denuncia contro la corruzione e un’incontrollabile voglia di verità, il pezzo era talmente profetico da anticipare lo scandalo Tangentopoli.
Il brano arriva quarto in classifica, ma la classifica non conta: il vero terremoto avviene fuori dal palco, dove molti – soprattutto alcuni politici – bollarono il testo come invenzione, superficialità o “parole buttate lì”, negando che il malaffare fosse così diffuso.
Ma poi, pochi mesi dopo, esplode Tangentopoli, e quella stessa canzone diventa profezia: anticipa gli avvisi di garanzia e le indagini giudiziarie delle “Mani Pulite”
“Italia d’oro” diventa così un simbolo: non solo un pezzo convincente a Sanremo, ma una fotografia impietosa e clamorosamente anticipatrice di quanto stava per venire. Da quel momento in molti articoli e trasmissioni tv Pierangelo viene classificato come ” il cantautore profeta”.
L’album omonimo, pubblicato nello stesso anno, raccoglie nove tracce intense: arrangiato con cura da Lucio Fabbri e con musicisti come Gavin Harrison, Italia d’oro è un album coerente con la sua identità: parole che non si piegano, melodie sincere, una voce che non smette di cercare risposte, anche nei momenti più bui.
Ne viene tratta anche una VHS “Italia d’oro tour” che alterna canzoni di Pierangelo ed una preziosa intervista.
Nel 1993 Pierangelo Bertoli pubblica Gli anni miei, il suo diciassettesimo album in studio per Dischi Ricordi, un lavoro intenso e variegato che mescola blues, rock e ballate di vita.
Con la produzione condivisa col fidato Lucio Fabbri, Bertoli firma arrangiamenti in cui la sua voce ruvida dialoga con archi, pianoforti e atmosfere dense. I brani, tredici in tutto, spiano dentro esistenze comuni: si parte da Bersagli mobili — riflessione sul senso di spaesamento — per arrivare alla dolcezza di Ho bisogno di te Maria, passando per ritratti ironici e toccanti come Se tu fossi libera e La faccia di Angela .
Nello stesso anno, Pierangelo affianca a questo progetto un altro segno significativo: con Caterina Caselli produce l’album Blez, (Bonaffini, Luca & Ermanno Zanfi) Il disco propone una miscela tra folk americano e musica popolare italiana, con testi intensi e radicati nei temi del tempo (come La quinta stagione, sul dramma dei Balcani) . Bertoli cura personalmente arrangiamenti e produzione, partecipando anche con la voce a due canzoni .
Nel 1995 esce Una voce tra due fuochi, una raccolta speciale che rilegge il repertorio di Pierangelo in chiave contemporanea e intima. Il disco include 17 tracce, tra cui due inediti — Dimmi e Non ti sveglierò — e versioni ri arrangiate dei suoi classici: la rivisitazione maschile di Pescatore è particolarmente intensa, con Pierangelo che la canta in modo ancora più diretto e personale
Nel 1997, in occasione del centenario della Juventus, Pierangelo Bertoli — tifoso bianconero — scrive e incide “Juvecentus” e la interpreta live allo Stadio Delle Alpi di Torino durante una delle celebrazioni ufficiali
Sempre in quell’anno torna alla ribalta con Angoli di vita, album pubblicato per l’etichetta indipendente Crisler.
Dopo l’uscita dalla grande etichetta Ricordi, questo disco è un ritorno intimo e partecipato, pensato per un pubblico che ama le sfumature nascoste della sua voce e il messaggio senza fronzoli delle sue canzoni. L’album contiene “Il potere”, una traccia graffiante che mette in guardia da quei meccanismi mediatici che, sotto le luci della ribalta, cercano di addomesticare la verità . Seguono brani intensi e vari, da Mentre tu (sospesa tra malinconia e speranza) a Festa al castello, filastrocca popolare caricata di rimandi sociali, fino a I lupi, che torna a parlare con stile critico delle ingiustizie del potere .Spiccano anche momenti più raccolti come Ho una canzone nel cuore, Ancora tempo e Vagabondi, espressioni di riflessione sull’amore, la memoria e la ricerca di senso.
Nel 2001 viene pubblicato da Bastogi il libro I Certi Momenti , un ritratto introspettivo e sentito, ideato per chi non si accontenta di ascoltare le canzoni, ma vuole capirle, sentirle, viverle nel profondo. Scritto e curato da Domenico Mangiardi alterna retroscena biografici e curiosità poco note, il volume contiene inoltre una spiegazione di tutte le canzoni di Pierangelo date dallo stesso artista
Nel 2002, Pierangelo Bertoli incise “Viene per noi” insieme al gruppo sardo Istentales: un brano pacifista di grande forza emotiva, nato con l’intento di partecipare al Festival di Sanremo, ma non ammesso dal direttore artistico Pippo Baudo.
Il testo — cominciando con “Il freddo è intenso, la strada è insicura…” — affronta senza sconti la guerra e la deturpazione umana, alternando versi crudi come “la guerra è santa… certo incolpevoli” a immagini di “grandi imprenditori serpenti” .
Pubblicato postumo, il pezzo è stato inserito nella raccolta Promissas dello stesso 2002 ed è una testimonianza potente del suo spirito coerente fino all’ultimo respiro.
Nel 2002 esce anche 301 guerre fa, il suo diciannovesimo — e ultimo — album in studio, pubblicato per Crisler alla fine di agosto.
È un ricco mosaico di quattro inediti (tra cui la title track scritta insieme a Danilo Amerio) e dieci reinterpretazioni dei suoi classici, registrati con affetto e cura.
La title track “301 guerre fa” ci riporta in un futuro post-nucleare, dove le guerre si ripetono in eterno e l’umanità è tornata all’età della pietra — un racconto apocalittico che sembra dipingere un mondo spezzato, ma conservato dalla memoria della violenza e dalla speranza di rinascita.
Nel disco troviamo anche un emozionante duetto di Pescatore con Fiordaliso, e la ripresa di Spunta la luna dal monte con la voce di Andrea Parodi, che rendono omaggio ai passaggi fondamentali della sua carriera .
301 guerre fa resta un’ultima grande dichiarazione di Pierangelo: non solo un omaggio a ciò che è stato, ma un messaggio forte e universale — tra ricordi antichi e paure future — che parla al cuore di chi continua ad ascoltarlo.
Pierangelo lascia questa terra il giorno 7 ottobre 2002.
Nel 2003 viene pubblicato postumo il singolo Madre Terra, un intenso duetto che unisce la voce di Pierangelo Bertoli a quella della giovane cantante Erika Tozzi . La canzone, progettata originariamente insieme a Andrea Rompianesi, finisce per emergere dopo la morte di Bertoli, offrendo un messaggio di speranza e amore per il nostro pianeta
Il singolo, prodotto da Crisler Music con il sostegno della Banca di Cavola e Sassuolo e la partecipazione del coro I Bertas e dei Tenores de Bitti, viene promosso anche con un videoclip trasmesso durante l’estate, in onda su Notte Mediterranea su Rai Due . «Madre Terra» rappresenta l’ultimo gesto artistico di Pierangelo, un omaggio commovente alla natura e alle nuove generazioni, portato avanti attraverso la voce attuale di Erika e l’impegno della comunità musicale emiliana.
Nel 2005 esce “…a Pierangelo Bertoli”, la raccolta tributo che celebra la musica e l’anima di Pierangelo ad opera dei suoi colleghi più amati. Pubblicato dall’etichetta Sugar Music, il disco è curato da Caterina Caselli e da Mario Ragni, e mette in fila ben 14 reinterpretazioni, tutte segnate dallo spirito autentico del cantautore.
Insieme a Nek , Nomadi , Stadio , Fiorello e tanti altri esordisce anche Alberto Bertoli che interpreta “Le cose cambiano”, brano inedito scritto da Luciano Ligabue appositamente per Pierangelo.
A Musicultura 2005, Fiorello interpreta “A muso duro” di Pierangelo Bertoli in diretta all’Arena Sferisterio di Macerata. Nel corso degli anni spesso chiuderà i suoi spettacoli e le sue trasmissioni tv e radio cantando A muso duro
Nel 2006, a cura di Alberto Bertoli, debutta la raccolta tripla Parole di rabbia, pensieri d’amore – un cofanetto pensato per i fan che celebra in grande stile la discografia del padre. Il secondo CD è impreziosito dall’inedito “Adesso”, un brano scoperto tra vecchie cassette registrate nel 1990 e scelto personalmente da Alberto.
Sempre in quell’anno Domenico Mangiardi raccoglie ricordi, riflessioni personali e un commento dettagliato su tutte le canzoni incise da Bertoli nel libro Pierangelo Bertoli. Un emiliano tragico non è un vero emiliano
Nel 2007, in occasione del Live Earth (7 luglio), Luciano Ligabue dedicò un gesto potente all’eredità di Pierangelo Bertoli: reinterpretò “Eppure soffia” pubblicandolo sul suo sito Ligachannel, insieme a una lettera aperta in cui spiegava:
“Colgo l’occasione per fare un omaggio a questo cantautore ricordando le parole che lui ha scritto più di trent’anni fa e che oggi più che mai devono fare riflettere”
Il brano venne reso disponibile in streaming gratuito per 24 ore, come contributo alla causa del cambiamento climatico di Live Earth .
Ligabue lo eseguì poi live, inserendolo nel suo tour come toccante momento di connessione con le radici e l’impegno ambientale di Pierangelo
Sempre in quell’anno Gianfranco Funari chiude la sua trasmissione su rai 1 Apocalypse Show duettando virtualmente con Pierangelo sulle note di A muso duro
Il 27 settembre 2008 a Sassuolo si è tenuto il primo raduno ufficiale dei fan del cantautore. L’evento è iniziato con l’inaugurazione di un bassorilievo dal titolo “A muso duro”, è proseguito con un dibattito sulla vita di Bertoli dal titolo “Parole di rabbia e pensieri d’amore” e con l’inaugurazione di una mostra fotografica e oggettistica dal titolo “E così nasce una canzone”. In serata si è tenuto un grande concerto tributo a cui hanno partecipato tra gli altri Fabio Concato e i Modena City Ramblers.
A luglio 2010 la canzone A muso duro, reinterpretata dal figlio Alberto, viene premiata con il premio Lunezia per il testo
Nel 2012, Pierangelo risuona ancora potente: il 22 settembre, durante il concerto benefico Italia Loves Emilia – organizzato da Luciano Ligabue al Campovolo per le vittime del terremoto – viene eseguito in chiusura “A muso duro”. Su quel palco si ritrovano con la partecipazione di Alberto Bertoli , Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Giorgia, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Zucchero, Renato Zero, Negramaro, Litfiba, Nomadi, Tiziano Ferro e altri grandi nomi della musica italiana, tutti uniti nella stessa emozione, mandando avanti la voce originaria di Pierangelo
Nel cofanetto live Italia Loves Emilia – Il concerto (uscito il 27 novembre 2012) “A muso duro” chiude il set con una versione registrata in studio, e include un cameo vocale originale di Pierangelo .
Il 29 settembre 2012 in occasione del decennale della sua scomparsa viene organizzato dal comune di Modena un concerto tributo intitolato “Canterò le mie canzoni per la strada” al quale partecipano con Alberto Bertoli tra gli altri Enrico Ruggeri, Luca Carboni, i Dik Dik, Danilo Sacco, Marco Masini, i Tazenda e Gerardina Trovato.
La settimana dopo per il decennale della scomparsa di Pierangelo Sassuolo si veste di ricordi e musica con l’iniziativa “A dieci anni da te”
Viene intitolato l’Auditorium di via Pia a Pierangelo, accompagnato da un grande murale ispirato all’album Eppure soffia.
Alla sera, al Teatro Carani, va in scena “Il Bertoli sconosciuto”: Alberto, Marco Dieci e musicisti locali ripropongono i brani meno noti del cantautore, tra applausi commossi
Il giorno successivo si apre con una mostra e letture in vicolo Paltrinieri, prosegue con un incontro pubblico con la famiglia e artisti, per concludersi in piazza Garibaldi con il “Tributo a Bertoli”
Quella manifestazione non fu solo un omaggio: fu una carezza collettiva su un’eredità che sa ancora emozionare. Grazie a Alberto Bertoli, Marco Dieci, artisti e istituzioni locali, Sassuolo ha reso omaggio a Pierangelo con il calore dei suoi luoghi, chiamando a raccolta fan vecchi e nuovi per tenere viva la sua voce, a muso duro.
Sempre nel 2012 Luca Carboni ha reso omaggio all’artista ospitando la sua cover di “Eppure soffia” nella trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio. Nel 2009, Carboni aveva già incluso la sua interpretazione di Eppure soffia nell’album Musiche ribelli, offrendo una versione originale e sentita .
Nel 2013 nasce in sua memoria il Premio Pierangelo Bertoli portato avanti dal figlio Alberto Bertoli e da Riccardo Benini.
il 30 dicembre 2015, a cura di Giancarlo Governi viene trasmesso su rai 3 il documentario I Grandi Protagonisti: Pierangelo Bertoli – una vita a muso duro .
Il documentario segue Pierangelo dalla sua infanzia a Sassuolo fino alla consacrazione artistica, analizzando la sua musica come riflesso di emozioni autentiche e sguardi profondi sul sociale. Il titolo stesso — “una vita a muso duro” — rimanda alla sua schiettezza, alla coerenza e alla dignità con cui ha vissuto e cantato. Protagonisti del racconto sono i suoi concerti intensi, l’impegno per i più deboli, e la genesi di alcune canzoni simbolo come A muso duro, Pescatore e Spunta la luna dal monte. Il tutto completato da un ritratto intimo e sentito, grazie alle voci delle persone che lo hanno conosciuto e amato .
In occasione del Premio Bertoli del 2021 viene presentata La figurina solidale Fan Forever Card #7 che ritraeva Pierangelo e Alberto Bertoli come calciatori del Sassuolo, che ha già raggiunto l’obiettivo di sostenere la bella realtà di Porta Aperta Odv che opera nella provincia di Modena. L’iniziativa viene ripetuta anche al Premio Bertoli 2022 con un altra card Forever Card #21
Il 29 ottobre 2022, Poste Italiane ha emesso un francobollo commemorativo dedicato a Pierangelo Bertoli, nell’ambito della serie tematica Le Eccellenze italiane dello spettacolo
Nel novembre 2022, su Sky Arte viene trasmessa la terza puntata della sesta stagione di 33 Giri Italian Masters, interamente dedicata a Eppure soffia, l’album di Pierangelo del 1976 che ne ha segnato il salto nella grande discografia
La puntata – lunga circa 52 minuti – illustra in dettaglio la genesi del disco, le scelte stilistiche, i testi e le melodie, grazie al confronto tra Pierangelo stesso, le interpretazioni di suo figlio Alberto e ospiti come Luciano Ligabue
Tanti gli aneddoti, a partire dalla copertina originale con la carta d’identità rinnovata proprio nel giorno del suo compleanno, fino ai dietro le quinte del contratto con la CGD, trasformato grazie a Caterina Caselli.
Il 7 ottobre 2022, esattamente 20 anni dopo la sua scomparsa, Rai Storia ha trasmesso in prima visione il doc “Pierangelo Bertoli: Spunta la luna dal monte”.
Prodotto da Pierluigi Castellano, il documentario ripercorre la vita e la carriera di Pierangelo dalla sua infanzia a Sassuolo fino alla consacrazione come cantautore impegnato. Riaffiorano interviste d’epoca, contributi della famiglia (Bruna, Alberto , Emiliano e Petra ) e di amici come Marco Dieci, Caterina Caselli , Giancarlo Governi ,Luca Bonaffini e Moreno Bartolacelli.
il 9 Gennaio 2024 va in onda Gli occhi del musicista dedicato a Pierangelo Bertoli, condotto da Enrico Ruggeri su Rai 2 .Durante la puntata, Alberto Bertoli è intervenuto in studio raccontando il rapporto con il padre e ha eseguito alcuni brani simbolo. Non sono mancati contributi musicali da parte di Renzo Rubino, Omar Pedrini , Andra Mirò e, in chiusura, i Tazenda che, insieme a Ruggeri, hanno eseguito “Spunta la luna dal monte”
Il 15 febbraio 2024 Alberto ricorda Pierangelo a La Volta Buona su Rai 2 ospite di Caterina Balivo
Nel 22 dicembre 2024, la maratona Telethon su Rai 1 (speciale “BellaFesta” condotto da Pierluigi Diaco) è stata aperta da un momento intenso e simbolico: Alberto Bertoli, fianco a fianco con i Tazenda, ha intonato la toccante “Spunta la luna dal monte” .
Nella puntata andata in onda il 6 aprile 2025, il programma Musica Mia, condotto da Lorella Boccia e Marco Conidi, ha fatto tappa a Modena esplorandone la tradizione musicale e culturale
La trasmissione ha dedicato un momento speciale alla figura di Pierangelo Bertoli.
Alberto ha partecipato al programma, condividendo ricordi personali e musicali del padre. Nelle piazze e nei luoghi simbolici della città, ha offerto uno sguardo intimo sulla formazione artistica e umana di Pierangelo.
L’attore Edoardo Sylos Labini ha ripreso il testo di “A muso duro”, definito “un vero gioiello della canzone d’autore italiana”, sottolineando la connessione inscindibile tra Bertoli e la sua terra
Nel corso degli anni molti comuni hanno dedicato piazze e vie a Pierangelo
Sottopasso Pierangelo Bertoli – Pedaso (AP) ( 2007)
Via Pierangelo Bertoli – Mantova ( 2008)
Giardino Pierangelo Bertoli – Milano ( 2016) che nel 2021 diventa un parco giochi accessibile
Via Pierangelo Bertoli – Grugliasco ( TO) ( 2024)
Molo “Seno della Purità” – Pierangelo Bertoli – Gallipoli ( 2024)
Parco Pierangelo Bertoli – Borgo Panigale–Reno, Bologna ( 2024)
Via Pierangelo Bertoli – frazione Poderia di Celle di Bulgheria (SA) ( 2024)
Via Pierangelo Bertoli – Sassuolo / Fiorano ( 2025)
Via Pierangelo Bertoli – Bracciano